Il 14 Febbraio si ripeterà a Roma la felice esperienza del Queer Valentino e delle Unioni INcivili.
Per chi non lo sapesse, le Unioni INcivili consistono in una parodia del matrimonio più classico, quello di matrice tradizionale ed eterofila, in cui però ognuno è finalmente libero di sposarsi con chiunque o con qualunque cosa, senza discriminanti di genere, specie o numero, addirittura inclusiva di oggetti inanimati e concetti astratti. Le Unioni INcivili sono uno sgrammaticato omaggio all’amore.

Ci si potrà unire incivilmente tra coppie eterosessuali o partner dello stesso sesso, tra amici fraterni o coinquilini consolidati, con i componenti della propria garage-band piuttosto che con un amatissimo cane o gatto, con un vecchio peluche, col proprio lavoro o con una foto importante. Ci si potrà sposare perfino con una forma di espressione artistica, come la Street-Art e la Techno, oppure con una causa, come la libertà di stampa e l’antiproibizionismo. Si tratta di sancire un legame, vissuto quotidianamente, facendo del nostro meglio per mantenerlo inscindibile, anche di fronte alle difficoltà della vita e all’opposizione dei contrari.

“Questo divertissement non vuole ridicolizzare l’importanza di una legislazione che regolamenti e ufficializzi le unioni civili.” -specifica il Trauma Studio, promotore dell’evento- “Siamo in un momento storico in cui il Primo Cittadino di Roma emana decreti comunali sulle unioni civili in conflitto con il Governo stesso. Intanto diventano casi mediatici le incursioni situazioniste di certe fantomatiche Sentinelle che si millantano difensori della Famiglia Italiana. E che dire del leader del Carroccio che si spoglia sulle copertine delle riviste e ammicca tra le lenzuola con dichiarazioni omofobe e razziste? E’ questo il nostro Belpaese? Istituzioni in conflitto, cultura Balilla e politici in mutande? Con le chiavi dell’ironia e della satira, dello sberleffo e del gioco, le Unioni INcivili vogliono affermare che la vita non aspetta i termini della burocrazia per essere vissuta e che le diversità sono sinonimo di unicità e autodeterminazione, pensiero indipendente e non omologato, ricchezze da rispettare e celebrare.”

Quest’anno il giorno di San Valentino cade all’interno del weekend di Carnevale ed è ancora più facile giocare coi concetti d’identità e maschera, con i ruoli e il sovvertimento degli stessi, nel contesto di Carnevale che ben si sposa con l’immaginario queer e che già disorienta con il détournement che lo caratterizza. Chi vuole potrà cogliere l’occasione per viversi le emozioni del Giorno Più Bello e così facendo potrà riflettere anche sul valore di una cerimonia ormai serializzata e spogliata di gran parte del suo significato. Un modello sovrastrutturato che può far perdere l’eccezionalità dell’amore.

“Inaspettamente, stiamo perfino ricevendo delle prenotazioni!” -prosegue il Trauma Studio- “Sembra una corsa al matrimonio! E, nel valutare questo dato, ci viene da pensare che ci sia un gran desiderio di celebrare l’amore, senza compromessi. Forse le Unioni INcivili rispondono a questa richiesta, riaffermando quella libertà di tutti e quel rispetto verso ognuno che la democrazia dovrebbe garantire, in modo incondizionato. Qualcuno di certo criticherà questa nostra pantomima. Ma per noi invece è meraviglioso constatare come la forza di una buona idea e il potere del gioco possano rinsaldare il senso di comunione nel pubblico e far riflettere sulla nostra condizione odierna.”